IL PROGETTO

Traccia-TO nasce dalla collaborazione tra ERION, E.R.I.C.A. soc coop e ReLearn; è stato selezionato nell’ambito di CLIMABOROUGH, un progetto europeo finanziato dal programma di ricerca Horizon Europe e coordinata da ANCI Toscana, che coinvolge 14 città europee: Torino (Italia), Atene e Ioannina (Grecia), Differdange (Lussemburgo), Grenoble-Alpes Métropole e Issy-les-Moulineaux (Francia), Sofia (Bulgaria), Cascais (Portogallo), Maribor (Slovenia), Prijedor (Bosnia e Erzegovina), Pilsen (Repubblica Ceca), Krk (Croazia) e Katowice (Polonia). L’obiettivo principale è innovare i metodi tradizionali di pianificazione urbana e territoriale, creando strumenti aperti e accessibili che supportino la transizione climatica delle città. Il progetto pone un focus specifico su ambiti strategici come energia, trasporti, gestione dei rifiuti ed economia circolare, con l’intento di contribuire al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, in linea con le direttive dell’Unione Europea.

All’interno di questo contesto, la sperimentazione TRACCIA-TO (che si è concentrato sugli aspetti legati all’economia circolare) mira a sviluppare una soluzione socio-tecnica per il monitoraggio e la gestione/raccolta dei rifiuti tessili (sia formali che informali) e dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) nel quartiere di San Salvario..
L’obiettivo è quello di sviluppare strategie basate su dati reali per migliorare la raccolta differenziata e promuovere buone pratiche nella gestione dei rifiuti.

I RIFIUTI TESSILI

Il 1° gennaio 2025 è stato il termine ultimo per rendere obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti tessili domestici in tutta Europa. In Italia, come in altri paesi UE, tale obbligo era già attivo dal 1° gennaio 2022. La strategia per il tessile circolare e sostenibile dell’UE non si focalizza solo sull’obbligo di raccolta differenziata, ma prevede di migliorare la filiera del fine vita dell’abbigliamento, per aumentare e ottimizzare i sistemi di riutilizzo e di riciclo dei rifiuti tessili.
L’attuale filiera del fine vita dei Prodotti Tessili post-consumo (i tessili che diventano rifiuto dopo essere stati utilizzati dai consumatori), prevede cinque canali di raccolta: i cassonetti presenti nei territori comunali; i negozi; i centri di raccolta; i canali di raccolta volontaria (ad esempio le raccolte nella NGO, nelle organizzazioni religiose, ecc); le imprese e le utenze industriali e professionali.
I flussi di rifiuti, trasportati dagli operatori della raccolta attivi sul territorio, arrivano negli impianti di selezione. Da lì, i prodotti dismessi dai consumatori (capi di abbigliamento, calzature, accessori, tessili per la casa), possono prendere diverse strade quali riutilizzo, riciclo, valorizzazione energetica smaltimento termico o in discarica.

Fonte: https://eriontextiles.it/it/la-filiera-del-tessile-in-italia/
COSA POSSO METTERE NEI BIDONI
- abiti (maglie, magliette, giubbotti/cappotti, camicie, pantaloni, ecc…)
- scarpe e sandali
- borse e zaini
- accessori d’abbigliamento (cappelli, cinture in pelle, stoffa, plastica o cuoio, foulard, sciarpe, mantelle)
- biancheria e tessuti per la casa (lenzuola, stracci, coperte,ecc…)
- tessili strappati, danneggiati, consumati
COSA NON POSSO METTERE NEI BIDONI
- vestiti molto sporchi (soprattutto se unti o macchiati di sostanze che rischiano di compromettere l’intera raccolta)
- cuscini
- grucce
- altri rifiuti
Principali raccoglitori nella zona di San Salvario e zone limitrofe
Il progetto TracciaTO insiste sul quartiere di San Salvario, motivo per il quale sono stati coinvolti gli attori del settore che operano in questa zona e in quelle limitrofe:

https://www.cooperativals.it/index.html
La Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà é nata nel 2002 con l’obiettivo di coniugare la realizzazione di servizi ecologici integrativi a quelli standard con la creazione di posti di lavoro, in particolare per soggetti svantaggiati residenti sul territorio.
Fin dall’inizio si è deciso di puntare sulla specializzazione scegliendo il settore della raccolta differenziata della frazione tessile dei rifiuti urbani (abbigliamento usato codice CER 20.01.10 e 20.01.11) in quanto bene semidurevole non coperto dalle raccolte differenziate delle classiche frazioni dei rifiuti urbani. Questa scelta ha consentito di raggiungere risultati di efficienza ed efficacia nell’organizzazione, di consolidare la conoscenza del territorio servito, di creare solidi e trasparenti rapporti con le Amministrazioni servite e di aumentare i posti di lavoro creati fino agli attuali 30 soci lavoratori dei quali un terzo soggetti svantaggiati.
Che fine fanno i tessili che raccolgono?
Gli indumenti e gli accessori raccolti vengono così suddivisi e utilizzati:
nel caso del RI-USO l’abbigliamento viene venduto in Paesi dove le persone hanno meno soldi che in Europa e così spendendo poco possono comprare vestiti e scarpe che possono ancora durare qualche anno. In questo modo non viene prodotto altro abbigliamento per il quale sarebbero state consumate materie prime ed energia.
Nel caso del RI-CICLO l’abbigliamento usate non in buono stato viene smontato e si procede a recuperare i materiali che lo compongono e che possono essere riciclati e riusati per altri scopi, come pezzame industriale, imbottiture o filati nuovamente riutilizzabili.
- 45-50%: pulito e sanificato viene destinato alla vendita nei mercati esteri, come vestiario d’occasione
- 20%: i tessuti in cotone non più commercializzabili sono lavati e classificati per colore, al fine di essere utilizzati come stracci da pulizia per le industrie
- 15%: i tessuti in lana sono sfilacciati e poi cordati per fabbricare filo
- 10%: il materiale restante viene utilizzato per fabbricare isolanti e insonorizzanti per l’industria edile e automobilistica
- 5-10%: la percentuale di scarti conferiti in discarica

https://raccoltavestiti.humanaitalia.org/
In Italia, sono presenti come organizzazione laica e indipendente dal 1998.
La missione di combattere le disuguaglianze e la povertà è sempre stato l’obiettivo principale. Nel perseguire questo sogno, hanno dato vita a un’organizzazione solida e professionale, che conta, a oggi, sei sedi e oltre 300 persone che lavorano ogni giorno con passione. Humana è riuscita a diventare un attore sociale rilevante in Italia, un punto di riferimento per i suoi donatori e un partner importante per numerose amministrazioni pubbliche, enti e aziende.
Che fine fanno i tessili che raccolgono?
Ogni prodotto è valorizzato a seconda delle sue caratteristiche.
Nel dettaglio:
- i prodotti non riutilizzabili come tali (es. pezzami, maglia, panno) sono venduti ad aziende specializzate nel loro riciclo;
- i vestiti invernali e una parte dei vestiti estivi in buono stato e riutilizzabili in quanto tali sono venduti attraverso oltre 500 negozi solidali di Humana in Europa, per esprimere al meglio ed ottimizzare il valore di ogni singolo capo donato;
- i vestiti estivi (categoria “tropical mix”), selezionati attentamente sulla base della qualità e di criteri climatico-culturali, sono da noi donati alle associazioni consociate di Humana in Africa. Qui gli indumenti sono donati alle comunità solo in casi di emergenza, altrimenti sono venduti a prezzi contenuti per finanziare i progetti sociali attivi localmente. Lo scopo è infatti quello di creare occupazione e sviluppo.

I RAEE: I RIFIUTI DI APPARECCHIATURE ELETTRICHE ED ELETTRONICHE

I RAEE comprendono tutti quei dispositivi che funzionano grazie all’elettricità e che, una volta giunti a fine vita, devono essere gestiti con particolare attenzione. Questi rifiuti includono: elettrodomestici, apparecchi elettronici di consumo, dispositivi medici, attrezzi elettrici, giocattoli elettronici e molto altro.
Conferire correttamente i RAEE è fondamentale per diverse ragioni:
- Salvaguardia dell’ambiente. Molti dispositivi elettronici contengono sostanze pericolose come mercurio, piombo e cadmio. Una corretta gestione di questi rifiuti evita che tali possano infiltrarsi nel suolo e nelle acque sotterranee, provocando danni persistenti agli ecosistemi. La contaminazione dell’acqua rappresenta infatti un rischio per la fauna selvatica locale e per la salute pubblica.
- Recupero di materiali. I RAEE contengono materiali come ferro, rame, terre rare e metalli preziosi (oro, argento, platino), che possono essere recuperati e riutilizzati nella produzione di nuove apparecchiature. Essi rappresentano una miniera urbana che, se opportunamente gestita, consente di diminuire l’impatto ambientale dato dall’estrazione di materiali vergini perché contribuisce a ridurre la necessità di estrarre nuove risorse naturali. Dimenticare i RAEE nei cassetti rende impossibile investire e sviluppare gli impianti per il riciclo di quei materiali fondamentali per la produzione di nuove apparecchiature elettroniche obbligando a continuare ad estrarre i materiali dalle miniere presenti fuori dall’Europa.
- Rispetto delle normative. La corretta gestione dei RAEE è obbligatoria per legge e contribuisce a garantire che tutte le fasi della gestione vengano eseguite in modo sicuro e responsabile, evitando la creazione di discariche illegali che danneggiano il paesaggio e riducono la qualità della vita nelle comunità circostanti.
- Salute e lavoro. Dal punto di vista economico, la creazione di una filiera efficiente per il riciclo e il recupero dei RAEE può generare posti di lavoro e promuovere lo sviluppo di tecnologie innovative. La corretta gestione del fine vita dei RAEE evita l’esposizione delle persone a sostanze nocive, proteggendo così la salute e la sicurezza dei lavoratori coinvolti.
Guida pratica per il corretto conferimento dei piccoli RAEE
Per conferire correttamente i tuoi piccoli RAEE, puoi scegliere una delle seguenti modalità contribuendo a un ambiente più pulito e sicuro, favorendo il recupero di materiali critici e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di raccolta previsti dalla legge.
Corretto conferimento e gestione
Consegna ai Centri di Raccolta
• Porta i RAEE al centro di raccolta comunale (ecocentro) più vicino a te.
Puoi trovare l’elenco dei centri di raccolta sul sito del comune di Torino.
http://www.comune.torino.it/ambiente/rifiuti/raccolta_diff/gli-ecocentri.shtml
• Assicurati di consegnare i RAEE negli appositi contenitori, seguendo le indicazioni fornite dal personale del centro di raccolta.
Ritiro Uno Contro Uno (1 VS 1)
Puoi consegnare gratuitamente il tuo vecchio dispositivo quando effettui l’acquisto di un nuovo apparecchio equivalente. Questo servizio è noto come “ritiro uno contro uno”.
Ritiro Uno Contro Zero (1 VS 0)
Puoi portare gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni (inferiori a 25 cm) nei negozi di elettronica con una superficie di vendita di almeno 400 m2, senza l’obbligo di acquisto di nuovi dispositivi.
Questo servizio è noto come “ritiro uno contro zero”.
Fino al 4 giugno potrai conferire i piccoli RAEE anche presso le seguenti sedi:
• Dipartimento di Scienze della Terra, Via Valperga Caluso 35
• Dipartimento di Fisica, Via Pietro Giuria 1
• Dipartimento di Chimica, Via Pietro Giuria 7
• Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco, Via Pietro Giuria 9
• Orto Botanico, Viale Mattioli 25
• Casa del Quartiere – ex Bagni Municipali, Via Morgari 14
• Gallodue, Via Madama Cristina angolo Corso Marconi
• Telca snc, Via Ormea 28
• iRiparo, Via Madama Cristina 37
Norme di sicurezza
- Non smontare né tentare di riparare i RAEE da solo, poiché potrebbero contenere sostanze pericolose. Lascia che il trattamento sia effettuato da operatori qualificati presso impianti autorizzati.
- Evita di gettare i RAEE nei rifiuti indifferenziati o nei cassonetti per la raccolta differenziata di altri materiali.
I Raggruppamenti dei RAEE
Il DM. n. 185/2007, aggiornato dal DM n. 40/2023, suddivide i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) in cinque raggruppamenti sulla base della tipologia di trattamento a cui devono essere sottoposti per il riciclo:
- R1 – Freddo e Clima. Include apparecchiature che regolano la temperatura, come frigoriferi, congelatori, condizionatori d’aria, pompe di calore, deumidificatori, radiatori a olio, asciugatrici e altri grandi elettrodomestici per la refrigerazione e la conservazione di alimenti.
- R2 – Grandi Bianchi. Comprende grandi elettrodomestici, come lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, piani cottura, microonde, asciugatrici, piastre riscaldanti elettriche e altri grandi elettrodomestici diversi da quelli fissi di grandi dimensioni.
- R3 – TV e Monitor. Include televisori, monitor di computer, schermi LCD, LED, al plasma, cornici digitali, laptop, notebook e altri dispositivi con display.
- R4 – Apparecchiature Elettroniche di Piccole Dimensioni. Racchiude telefoni cellulari, tablet, computer portatili, stampanti, router, modem, giocattoli elettronici, sigarette elettroniche, utensili elettrici, dispositivi medici non contaminati, apparecchi di illuminazione (esclusi le sorgenti luminose) e attrezzature a pressione (PED).
- R5 – Sorgenti Luminose. Include lampadine a risparmio energetico, lampade fluorescenti, lampadine a incandescenza, tubi al neon e altre sorgenti luminose.
I RAEE: uno sguardo normativo per la loro corretta raccolta e gestione
Il D.lgs. 49/2014, che costituisce il riferimento normativo fondamentale per la gestione dei RAEE, ha dato attuazione alla Direttiva dell’Unione Europea 2012/19.
Di seguito, sono sintetizzate alcune disposizioni del suddetto D.lgs. 49/2014. La loro conoscenza da parte degli utenti è raccomandata e particolarmente utile per una corretta differenziazione di questa categoria di rifiuti. Si definiscono AEE:
- le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici;
- le apparecchiature di generazione, trasferimento e misurazione di queste correnti e campi.
Le AEE sono progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua.
Esistono due tipologie di RAEE, quella proveniente dai nuclei domestici e quella professionale.
I RAEE provenienti dai nuclei domestici sono:
- i RAEE originati dai nuclei domestici;
- i RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo, analoghi, per natura e quantità, a quelli originati dai nuclei domestici.
I RAEE professionali sono, invece, i RAEE diversi da quelli provenienti dai nuclei domestici.
La raccolta differenziata dei RAEE, oltre a essere necessaria per la protezione dell’ambiente e della salute, è anche obbligatoria per legge che impone dei precisi obiettivi di recupero.
Il DM 65/2010 prevede che i distributori di AEE assicurano, al momento della fornitura di una nuova AEE destinata a un nucleo domestico, il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata di tipo equivalente.
Questo schema è noto come “ritiro uno contro uno” e è sempre obbligatorio.
I distributori, compresi coloro che effettuano le televendite e le vendite online, hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili, oppure mediante indicazione nel sito internet. I distributori di AEE possono effettuare, all’interno dei locali del proprio punto vendita o in prossimità immediata di essi, la raccolta a titolo gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni non superiori a 25 cm, provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di AEE di tipo equivalente.
Questo schema è noto come “ritiro uno contro zero” e è obbligatorio per i distributori con una superficie di vendita al dettaglio di AEE di almeno 400 m2, per gli altri distributori è facoltativo.
